L'innovazione tecnologica nella Pubblica Amministrazione (PA) non può prescindere dal rispetto della dignità umana e della protezione dei dati. Il recente provvedimento del Garante per la Protezione dei Dati Personali contro la piattaforma Aldilapp ha sollevato un velo su una pratica rischiosa: la trasformazione delle banche dati cimiteriali in un "Facebook dei defunti".
Ecco un'analisi tecnica e normativa su come i servizi pubblici debbano bilanciare digitalizzazione e diritto alla riservatezza.
Il nodo del contendere non riguarda solo l'etica, ma la violazione di precisi pilastri legislativi. In Italia, la tutela dei dati dei defunti è regolata dall'Articolo 2-terdecies del D.Lgs. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali), il quale stabilisce che i diritti riferiti alle persone decedute possono essere esercitati da chi ha un interesse proprio o agisce a tutela del defunto.
Secondo il Garante, il modello di business adottato ha ignorato i cardini del Regolamento UE 2016/679 (GDPR):
I dati raccolti dai Comuni per finalità istituzionali sono stati usati per scopi commerciali senza un'idonea base giuridica.
Un database nato per la gestione dei servizi cimiteriali non può "mutare" in un social network.
Richiedere registrazione obbligatoria (email e telefono) per consultare la posizione di un loculo è considerato un eccesso di raccolta dati.
Il Garante ha evidenziato come la piattaforma abbia creato un cortocircuito tra servizio pubblico e profitto privato.
L'app attingeva ai database anagrafici dei Comuni per generare profili digitali. Questi venivano poi inseriti in logiche di engagement tipiche dei social:
L'azienda ha tentato di difendersi sostenendo che i dati fossero già pubblici. Tuttavia, la giurisprudenza distingue tra fruizione locale (chi cammina in un cimitero) e diffusione globale online. Il passaggio dal marmo al bit trasforma il dato in un asset commerciale, richiedendo tutele specifiche ai sensi del D.Lgs. 101/2018.
Un punto cruciale del provvedimento riguarda i Comuni. Molti enti hanno esternalizzato il servizio pensando di delegare anche la responsabilità legale. Il Garante ha ribadito che:
Il caso Aldilapp funge da precedente per tutti i progetti di Smart City. Ecco le linee guida per una corretta digitalizzazione:
La ricerca del loculo (funzione istituzionale) deve essere libera, anonima e distinta dall'acquisto di servizi accessori come fiori o pulizia (funzione commerciale).
L'utente deve poter scegliere se apparire in una directory digitale "social", senza che ciò sia una condizione necessaria per accedere ai servizi pubblici.
Prima di lanciare app che trattano dati sensibili o riferiti a defunti, il Comune deve eseguire una Data Protection Impact Assessment ai sensi dell'Art. 35 del GDPR.